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venerdì 9 novembre 2007

Equa distribuzione delle responsabilità

Stavo prendendo in considerazione la solerzia con la quale Ferrovie dello Stato S.p.a. si adopera per farci pagare le sue tariffe.
Eh be', ci offre un servizio, è corretto che a fronte di questo si corrisponda un ammontare di denaro, vuoi perché altrimenti ben pochi sarebbero quelli che mostrano la propria gratitudine spontaneamente offrendo quattrini, vuoi perché per fornire un servizio si sostengono dei costi e il diritto di goderne si acquisisce partecipando a essi.
Fin qui, tutto fila liscio, almeno se si fa finta di scordarsi che l'ultimo elemento che poteva far pensare a un "servizio pubblico" è stato buttato nel cesso con la novità dell'abolizione della tariffa ordinaria nazionale per restringere la scelta a somme di tratte regionali a discapito della proporzione inversa fra percorrenza e costo.
Ora però faccio un piccolo elenco di ciò che mi lascia perplesso:
  1. La costante crescita delle tariffe attuata in regime di monopolio di fatto.
  2. L'aberrante inasprimento delle sanzioni per inosservanza delle regole e delle condizioni di applicazione di esse.
  3. L'assenza pressoché totale di misure di controllo del servizio offerto e di redistribuzione delle risorse all'utenza secondo un criterio di garanzia.
A questo punto, dopo avere sparato a zero, mi si chiederà di sviluppare i miei concetti. Giusto, altrimenti sbraito e basta.
Riprendo dunque i medesimi punti sopra elencati, uno per uno.


  1. La costante crescita delle tariffe attuata in regime di monopolio.
    Non c'è concorrenza, sbaglio? Chi controlla se gli aumenti apportati alle tariffe da parte Ferrovie dello Stato S.p.a. per mezzo di incrementi espliciti e/o della soppressione di percorrenze di classe economica sono in linea con il costo della vita? Una politica economica di questo genere condurrebbe una Società soggetta a una vera concorrenza di mercato al tracollo in non più di un mese. Il Parlamento dov'è? Gli Enti di controllo e verifica del comportamento dei monopolisti ci sono? Se ci sono, dormono? Sono conniventi? Antitrust, Codacons, Autorità garante della concorrenza e del mercato, denunciate tantissimo con il risultato di far arrabbiare gli utenti, ma all'atto pratico ci sono iniziative consistenti?

  2. L'aberrante inasprimento delle sanzioni per inosservanza delle regole e delle condizioni di applicazione di queste.
    Un tempo, se la biglietteria della stazione dalla quale dovevo partire era chiusa, salivo sul treno e andavo dal capotreno a segnalare che non avevo potuto fare il biglietto. Lui me lo scriveva a mano sul suo blocchetto e mi faceva pagare la tariffa ordinaria senza maggiorazioni né sanzioni. Oggi che carta e penna sono passati di moda, qualcuno li deve pur pagare, quei Blackberry con stampante portatile in dotazione al personale di controllo, no? E quindi ciascuna di quelle operazioni viene fatta sostenere direttamente, e facendoci la cresta, all'utente che ha come colpa imperdonabile quella di non avere previsto la propria partenza quando la biglietteria era ancora aperta.
    Questo è solo un esempio, aspetto gli altri dai lettori che vorranno contribuire.


  3. L'assenza pressoché totale di misure di controllo del servizio offerto e di redistribuzione delle risorse all'utenza secondo un criterio di garanzia.
    Bene, ho dimenticato di timbrare il biglietto e il controllore mi ha beccato. Pagare una sanzione mi contraria, visto che il biglietto l'avevo fatto, ma c'è una regola ed è giusto rispettarla, dal momento che viaggiando su un treno accetto implicitamente le condizioni che mi sono poste dall'Ente che fornisce il servizio. Anche qui continuo a fare finta di non sapere che il servizio di base è in avanzata fase di smantellamento, per lasciare posto ai soli sedicenti servizi superiori, ovviamente molto più costosi ma di qualità tutt'altro che corrispondente alla pretesa economica.
    Ecco, ma allora per quale motivo, quando non funziona una ritirata, quando è rotto il riscaldamento e si surgela o quando non va il condizionatore e si rischiano crisi cardiache per il caldo, quando manca il sapone, quando un ritardo di otto minuti mi fa perdere una coincidenza o tardare al lavoro o a un appuntamento, non abbiamo un libro dei reclami sul quale segnare ogni inadempienza e
    a carico del fornitore una tariffa ben precisa per ciascuna di esse da versare in una cassa dalla Società Ferrovie dello Stato S.p.a.? Per farne poi cosa non è ora materia di discussione: pagare un ispettore esterno a Ferrovie dello Stato su ogni convoglio con il compito di certificare le mancanze, reinvestire periodicamente le risorse per migliorare ulteriormente il servizio, darla in beneficienza, abbassare le tariffe degli abbonamenti per i pendolari, mandare in vacanza un bigliettaio estratto a sorte; quello che mi importa è che sia formalizzato un equilibrio fra le sanzioni a carico degli utenti anonimi e privi di potere e quelle che dovrebbero essere inflitte alla Società per costringerla a curarsi anche della qualità del servizio fornito, oltre che dei balzelli somministrati a un'utenza sempre più impotente di fronte a questa arroganza legalizzata.